L'Open Access

Open Access significa accesso libero e senza barriere al sapere scientifico. Il movimento nasce in ambito accademico come tentativo di dare una risposta alla attuale crisi del modello di comunicazione scientifica. Il fattore catalizzante è stata la diffusione della rete e delle nuove tecnologie informatiche – la «Galassia post-Gutenberg» - che consentono, oltre al semplice accesso al full text e a banche dati ricercabili, infinite possibilità di condivisione del sapere, di lavoro in “collaboratories”, di una comunicazione scientifica aperta al dibattito, come era in origine: in altre parole, permettono di creare un “continuum” nella ricerca.

Si tratta di un movimento o, meglio, di una serie di strategie, il cui scopo è riguadagnare possesso della comunicazione scientifica offrendo libero accesso ai risultati della ricerca. Sfruttando le potenzialità offerte dalla rete, gli articoli vengono gratuitamente resi accessibili senza le restrizioni e le barriere previste dalle licenze tradizionali. La disseminazione dell’informazione garantisce un reale impatto: più un articolo è liberamente scaricabile, più è letto, più viene citato. Questo favorisce la condivisione del sapere e quindi un più rapido avanzamento della conoscenza, senza barriere, in tutto il mondo.
Due sono le strategie di pubblicazione dell’Accesso Aperto:

  • l’autoarchiviazione in archivi aperti: archivi digitali a carattere istituzionale o disciplinare, vi si deposita il pre-print o il post print dell’articolo in accordo con le politiche di copyright dell’editore
  • pubblicazione su riviste ad Accesso Aperto, che garantiscono la peer review ma adottano un diverso modello economico: nessun pagamento richiesto per accedere ai testi, i costi di pubblicazione sono coperti da una quota versata dall’autore o dalla sua istituzione (la tendenza è di ricomprendere i costi di pubblicazione nel budget iniziale stanziato per la ricerca).

È importante sapere che:

  • l’Open Access non è in contrasto con la peer-review;
  • l’Open Access si applica alla letteratura scientifica, ma solo a quella per cui gli autori non ricevono alcun compenso se non il riconoscimento della comunità internazionale;
  • l'Open Access si applica ai dati della ricerca finanziata con fondi pubblici con l'esclusione di dati sensibili o soggetti a brevetto
  • l’Open Access è compatibile con il Diritto d’Autore [link interno alla pagina sui diritti], anzi ne costituisce una maggiore presa coscienza e in certo modo un rafforzamento: l’autore mantiene tutti i diritti sulla sua produzione intellettuale;
  • l’Open Access è stato individuato come il canale preferenziale per la libera disseminazione dei risultati delle ricerche finanziate con finanziamenti pubblici, come dimostrano le politiche di sempre più numerosi enti di ricerca nel mondo e la Dichiarazione dell’OECD - Organization for Economic Cooperation end Development (2004).

Le Dichiarazioni fondamentali

  • Dichiarazione di Berlino sull'accesso aperto alla letteratura scientifica. Nell’ottobre 2003 la Max Planck Gesellshaft ha promosso a Berlino un Convegno su «Accesso aperto alla conoscenza nelle scienze e nelle discipline umanistiche». Dal Convegno scaturì la Dichiarazione di Berlino firmata ad oggi da oltre 300 enti di ricerca e istituzioni accademiche in tutto il mondo, fra cui la quasi totalità delle Università italiane. La Dichiarazione di Berlino così definisce i contributi ad Accesso Aperto:
    Ciascun contributo ad accesso aperto deve soddisfare due requisiti:
    • L’autore(i) ed il detentore(i) dei diritti relativi a tale contributo garantiscono a tutti gli utilizzatori il diritto di accesso gratuito, irrevocabile e universale e l’autorizzazione a riprodurlo, utilizzarlo, distribuirlo, trasmetterlo e mostrarlo pubblicamente e a produrre e distribuire lavori da esso derivati in ogni formato digitale per ogni scopo responsabile, soggetto all’attribuzione autentica della paternità intellettuale […], nonché il diritto a riprodurne una quantità limitata di copie stampate per il proprio uso personale.
    • Una versione completa del contributo e di tutti i materiali che lo corredano, inclusa una copia della autorizzazione come sopra indicato, in un formato elettronico secondo uno standard appropriato, è depositata (e dunque pubblicata) in almeno un archivio in linea che impieghi standard tecnici adeguati […] e che sia supportato e mantenuto da un’istituzione accademica, una società scientifica, un’agenzia governativa o ogni altra organizzazione riconosciuta che persegua gli obiettivi dell’accesso aperto, della distribuzione illimitata, dell’interoperabilità e dell’archiviazione a lungo termine.
    • Dichiarazione di Messina . Nel novembre 2004 la CRUI, Conferenza dei Rettori, ha promosso a Messina il convegno «Gli Atenei italiani per l’Open Access: verso l’accesso aperto alla letteratura di ricerca». In quell’occasione i Rettori firmarono la Dichiarazione di Messina in sostegno della Dichiarazione di Berlino e dell’accesso aperto, come primo passo verso un impegno dei singoli Atenei per la disseminazione gratuita del sapere scientifico.

    • Dichiarazione di Alhambra. Sottoscritta nel maggio del 2010 dai partecipanti al seminario "Open Access to Science Information: Policies for the development of OA in Southern Europe" (Granada, May 12-14, 2010) tra cui anche dai rappresentanti delle istituzioni italiane presenti.

    Attualmente vi sono oltre 70 manifesti e/o dichiarazioni di principi sull' Open Access. Tra le prime ve ne sono due:
    Budapest Open Archives Initiative (2002)
    Bethesda Statement on Open Access publishing (2003)