Diritto d'autore
Molti grandi editori permettono l'archiviazione in un archivio istituzionale o sul sito personale dell'autore (spesso si richiede di lasciare passare un periodo di tempo dopo la pubblicazione prima di rendere accessibile il proprio articolo a tutti, o di archiviare la versione dell'autore e non quella editoriale).
La lista Sherpa/RoMEO indica quali sono le politiche degli editori rispetto all’autoarchiviazione. Alcuni editori (209) consentono agli autori di autoarchiviare il file .pdf nella versione finale da loro prodotta. L'elenco di tali editori si trova sempre sul sito di Sherpa/RoMEO . Per essere del tutto certi di poter pubblicare un articolo in un deposito istituzionale, vale comunque sempre la pena di rileggere il contratto o di chiedere direttamente all'editore.
Editori e diritto d'autore
Normalmente l'editore (soprattutto gli editori stranieri) prima di pubblicare un articolo richiedono all'autore di sottoscrivere un contratto. Le tipologie di contratto variano da un editore all'altro.
Per quanto riguarda gli editori italiani, l’articolo 42 della legge 22 aprile 1941, n. 633 sul diritto d'autore stabilisce che l'autore di un articolo su rivista ha diritto a riprodurlo altrove, purché citi gli estremi della prima pubblicazione, a meno che non sia stato esplicitamente pattuito il contrario. In assenza di clausole esplicite nel contratto o in assenza di contratto, l'autore può autoarchiviare il suo articolo in un deposito istituzionale.
In generale possiamo dire che l'autore può procedere all'autoarchiviazione senza particolari richieste di autorizzazione nei seguenti casi:
- Se il lavoro che sta depositando è un preprint, un inedito, un lavoro non ancora sottomesso a una rivista (è tuttavia opportuno chiedere all'eventuale futuro editore se l'autoarchiviazione può pregiudicare la pubblicazione dell'articolo)
- Se non ha sottoscritto con un editore o altra figura un contratto di cessione o trasferimento dei diritti
- Se l'editore è tra quelli che consentono l'autoarchiviazione (vd. Sherpa/RoMEO)
Se l'autore ha già sottoscritto (o prevede di sottoscrivere) con un editore o altra figura un contratto di cessione o trasferimento del copyright, prima di procedere all'autoarchiviazione:
- per i contratti già firmati che non prevedono il consenso all'autoarchiviazione dovrà richiedere all'editore che il contratto venga modificato in modo tale da consentire l'autoarchiviazione, inserendo questo modello di clausola:
Delego a [l'editore o la rivista] tutti i diritti di vendere o di cedere il testo (su carta o on line) del mio articolo [titolo dell'articolo]. Conservo solo il diritto di diffonderlo gratuitamente a fini scientifici o didattici, in particolare il diritto di auto-archiviarlo pubblicamente on line sul Web. - Per i contratti che devono ancora essere sottoscritti dovrà far inserire una clausola che preveda il consenso all'autoarchiviazione
Modello di clausola
Se l'editore non dovesse accettare la clausola di consenso all'autoarchiviazione l'autore potrà archiviare nel deposito istituzionale il preprint e, separatamente, aggiungere il file di corrigenda, connesso al preprint. Se l'editore impedisse esplicitamente anche l'autoarchiviazione del preprint l'autore potrà comunque depositarlo applicando però delle restrizioni all'accesso. Gli editori italiani non si sono ancora pronunciati rispetto all’autoarchiviazione nei depositi istituzionali. E’ in programma un censimento delle politiche degli editori italiani rispetto all’autoarchiviazione.
Alcuni editori (gli editori "open access") non richiedono agli autori la cessione esclusiva dei diritti. Il contratto che propongono è una licenza non esclusiva che permette all'autore di mantenere alcuni dei diritti di sfruttamento economico fra cui quello di autoarchiviare il proprio lavoro in un deposito istituzionale.
Licenze open content
Per gli autori di contributi scientifici ad accesso aperto può essere utile specificare quali sono i diritti che concedono ai lettori e a quali condizioni. L'autore che ne ha la facoltà (che cioè non ha ceduto tutti i diritti ad un editore) può infatti decidere se concedere ai lettori tutti i diritti di utilizzazione economica o soltanto alcuni. Ecco alcuni esempi di licenze open content
- Le licenze Creative Commons
- Gnu General public License
Le Licenze Creative commons
Le licenze CC sono dei contratti veri e propri medianti i quali il titolare dei diritti concede una serie più o meno ampia di diritti ai fruitori dell’opera. In contrasto con il diritto d’autore tradizionale che si basa sulla formula Tutti i diritti riservati, CC si basa su una gestione più flessibile del diritto d’autore, quella fondata sulla formula Alcuni diritti riservati. Principio ispiratore è senza dubbio quello delle licenze GPL, tuttavia le licenze CC non nascono per proteggere il software ma altri tipi di opere dell’ingegno: musica, film, fotografie, testi ecc.
Dopo un lungo lavoro di armonizzazione le licenze CC sono state tradotte anche in italiano (2004). Le licenze si formano dalla combinazione di 4 tipi diversi di condizioni:
• Attribuzione Devi attribuire la paternità dell'opera nei modi indicati dall'autore o da chi ti ha dato l'opera in licenza e in modo tale da non suggerire che essi avallino te o il modo in cui tu usi l'opera.
• Non Commerciale Non puoi usare quest'opera per fini commerciali.
• Non opere derivate Non puoi alterare o trasformare quest'opera, ne' usarla per crearne un'altra.
• Condividi allo stesso modo Se alteri o trasformi quest'opera, o se la usi per crearne un'altra, puoi distribuire l'opera risultante solo con una licenza identica o equivalente a questa.
Le diverse combinazioni (che comprendono sempre obbligatoriamente la condizione "attribuzione") danno luogo a 6 tipi di licenza. Ogni licenza si compone di una parte sintetica (Human readable commons deed), della intera licenza in linguaggio giuridico (lawyer readable Legal code) e di una parte di metadati (Machine readable digital code).
GNU general public license
La Gnu general public license è una licenza pubblicata a cura della Free Software Foundation La licenza GPL concede agli utilizzatori le seguenti libertà:
- L’opera può essere riutilizzata per qualsiasi scopo (anche commerciale) enza limitazione alcuna
- copie dell’opera possono essere distribuite gratuitamente o a pagamento a condizione che le opere distribuite garantiscano le stesse condizioni di utilizzo.L’opera modificate deve essere distribuita con la stessa licenza.
