Gruppo OA CRUI

Nel novembre 2004, la CRUI ha promosso l’adesione delle università italiane alla ”Dichiarazione di Berlino per l’accesso aperto alla letteratura scientifica”, in occasione della conferenza di Messina sull’Open Access, per accrescere i vantaggi derivanti alla comunità scientifica da forme di pubblicazione ad accesso aperto. All’inizio del 2006, nell’ambito della Commissione biblioteche della CRUI, è stato costituito il gruppo italiano per l’open access con il compito di dare attuazione ai principi della Dichiarazione di Berlino.
Il gruppo Open Access ha lavorato e lavora all’elaborazione di linee guida, non solo per diffondere all’interno della comunità accademica la consapevolezza dei vantaggi derivanti dalle pubblicazioni ad accesso aperto, ma anche, per fornire puntuali indicazioni sulle migliori pratiche dell’accesso aperto, cioè sulle modalità di creazione e di gestione di archivi aperti, sulla tipologia dei materiali che dovrebbero essere sottoposti a deposito e sulla realizzazione di riviste elettroniche che siano pienamente interoperabili con gli archivi aperti.
Attualmente sono state elaborate le seguenti linee-guida e raccomandazioni:

  • Linee guida per il deposito delle tesi di dottorato negli archivi aperti (2007)
  • Linee guida per gli archivi istituzionali (2009)
  • Riviste ad accesso aperto: linee guida (2009)
  • L’Open Access e la valutazione dei prodotti della ricerca scientifica – Raccomandazioni (2009)

Tra i principali risultati conseguiti va menzionata la definizione delle procedure di deposito telematico delle tesi di dottorato presso le Biblioteche Nazionali Centrali di Firenze e di Roma, realizzata con procedura di harvesting direttamente dai repository istituzionali dei diversi atenei italiani, nell’ambito del progetto Magazzini digitali.
La circolare ministeriale 1746 del 20 luglio 2007 ha di fatto riconosciuto la validità della procedura CRUI anche da un punto di vista amministrativo autorizzando il deposito delle tesi in formato elettronico.

Particolare attenzione viene naturalmente dedicata agli standard (anche dei metadati) e ai protocolli da utilizzare: in primo luogo l’OAI-PMH, il protocollo per assicurare la disseminazione e la raccolta dei metadati esposti, quindi l’interoperabilità tra i diversi open archive disciplinari, i repository istituzionali e gli open access journal; ma anche l’uso di particolari formati, come il PDF/A, o di un metalinguaggio di marcatura come l’XML, utile non solo a garantire l’interoperabilità tra i dati presenti nei diversi archivi, ma anche ad accrescere le chance della loro conservazione nel tempo. Prossimamente verranno rilasciate delle raccomandazioni relativamente a queste tematiche.

Nel corso del 2011 in occasione della riscrittura degli statuti degli atenei italiani in seguito alla legge 240/2010 (meglio nota come Legge Gelmini) il gruppo di lavoro ha formulato una bozza di articolo statutario, articolato in due commi, cui gli atenei, nella loro piena autonomia, si sono potuti ispirare.

Il gruppo di lavoro partecipa inoltre ad iniziative promosse dall'Unione Europea volte alla promozione dell'accesso aperto e a convegni nazionali e internazionali su queste tematiche.